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Payday 3: dettagli su ambientazione e personaggi, prima concept art

Payday 3 è stato al centro di uno speciale livestream realizzato da Starbreeze per il decimo anniversario della serie: il publisher ha approfittato dell’occasione per rivelare nuovi dettagli sull’ambientazione e i personaggi del gioco, nonché per pubblicare la prima concept art. Eccola:

Payday 3, la prima concept art mostra i personaggi e l'ambientazione Payday 3, la prima concept art mostra i personaggi e l’ambientazione

Come si evince dall’immagine, il nuovo episodio sarà ambientato a New York e gli sviluppatori hanno parlato di una “enorme, viva rappresentazione della città”, il che lascia intendere una struttura open world piuttosto ambiziosa per Payday 3, presentato con un video all’E3 2021.

La differenza rispetto a Payday 2 (qui la recensione), oltre che struttuale, starà anche nel fatto che narrativamente la gang è diventata famosa, i media ne seguono le gesta e ciò potrebbe portare a risvolti inattesi.

Payday 3 sarà inoltre ambientato diversi anni dopo gli eventi del secondo episodio, al cui termine i membri della squadra si ritiravano a vita privata per godersi il malloppo conquistato fino a quel momento. Da allora sono arrivati “giganti del sofware, criptovalute, sorveglianza di massa e il dark web”: tutti questi elementi avranno un ruolo nel sequel.

Veniamo infine ai personaggi, che saranno quelli che già conociamo e non una nuova generazione di rapinatori: Dallas, Hoxton, Chains e Wolf torneranno a imbracciare le armi. Volete saperne di più? Ecco la nostra anteprima di Payday 3.

Author: Multiplayer.it

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Pc Games

Space Chef: raggiunto il 100% su Kickstarter

Il 19 ottobre è arrivato, su Kickstarter, Space Chef, un titolo che unisce esplorazione spaziale, combattimenti con alieni, raccolta di ingredienti e cucina. Questo perché il protagonista va in cerca in ogni angolo dello spazio di cose buone da cucinare. Come si può vedere dalle immagini e dal video per la campagna crowdfunding (in fondo alla notizia), e come dice lo stesso team di sviluppo Blue Goo Games, il titolo prende spunto da giochi come Stardew Valley, Don’t Starve, Overcooked e Space Quest, ma anche da serie animate come Futurama, Rick & Morty e Final Space.

In appena 3 giorni il gioco è riuscito ad essere finanziato al 100% (poco più di 17 mila euro), e l’uscita è al momento prevista su Steam nel 2023. Il prossimo stretch goal vede la possibilità di inserire la Fattoria delle Creature Aliene.

Queste le caratteristiche di Space Chef:

  • Caccia e raccogli ingredienti – Visita strani pianeti alieni e impara a catturare le gustose creature prima che ti spazzino via. Se la violenza non è nelle tue corde, farai meglio a evitare il contatto alieno e ad attenerti alle piante amichevoli, ma succose.
  • Cucina pasti gustosi – Taglia e griglia la tua strada verso il successo utilizzando un set completo di elettrodomestici da cucina, costruiti con rottami che troverai in giro per lo spazio. Migliore è la qualità dei tuoi ingredienti, più guadagnerai.
  • Consegna ai clienti affamati – Se sei abbastanza fortunato da ottenere un ordine di alto valore da Zink Z’Boink del settore Z9, avrai sicuramente bisogno di quei cannoni al plasma. I pirati spaziali affamati non si fermeranno davanti a nulla per mettere le mani sulle tue creazioni culinarie.

Lasciandovi al filmato qui sotto, vi rimandiamo, qualora vogliate scoprire un altro titolo interessante, anche ad un’altra campagna Kickstarter che sta andando avanti in questi giorni, quella di Ailuri.

[embedded content]Author: GamesVillage.it

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Economia

OPZIONI E FUTURE 22 OTTOBRE

Opzioni e Future 22 Ottobre.

I principali indici azionari giovedì hanno avuto movimentazioni e chiusure completamente diverse fra loro. S&P 500 che ha registrato un nuovo massimo storico e il Ftsemib che ha registrato un nuovo massimo relativo andando a ridosso dei prezzi battuti ad agosto. Al contrario Dax ed Eurostoxx50 persistono nella loro melina.

A condizionare i mercati americani sono stati soprattutto i risultati positivi degli utili del terzo trimestre. Infatti l’84% delle società S&P 500 hanno riportato utili hanno superato le stime di previsione. Anche le richieste di sussidio di disoccupazione settimanale negli Stati Uniti sono calate al minimo di 19 mesi e le vendite di case di settembre è aumentato ai massimi degli ultimi otto mesi.

Volumi di chiusura sul mercato delle opzioni veramente importanti. Sono stati lavorate sia le aree atm che le aree ai lati del prezzo.

Sul Ftsemib aumentano nettamente le put a supporto e e qualche call a partire da strike 27250. Area di ricopertura tra 26000 e 26500. Future stabili.

Sul Dax area di lavoro ben definita. Put a strike 15400, call a strike 15600 ed area di ricopertura a 15500. Future senza variazioni particolari.

Eurostoxx50 vede i maggiori ingressi sul lato put dove sullo strike 4150 entrano oltre dodicimila nuovi contratti. Area di ricopertura a strike 4200 e sul lato call soltanto chiusure. Future stabile.

Infine S&P500 la cui ripidità ascensionale ribalta il famoso detto che “si sale per le scale e si scende per l’ascensore”.

Tanti ingressi di put a partire da strike 4300. Aggiustamenti e rollaggi a strike 4520 e 4530. Chiusura di call su tanti strike e future ancora in diminuzione.

E’ rilevante notare come tutta la salita di S&P500 è avvenuta non per ingressi di nuovi future ma per chiusure e squeeze. Infatti dai minimi di periodo del 4 ottobre, dove i future hanno toccato il loro massimo numero di contratti a mercato, sui successivi rialzi è evidente un loro alleggerimento in quanto non più necessari nella loro funzione di copertura del lato put che era in evidente difficoltà. Quindi ogni poc volumetrico è servito solo per togliere contratti e questo, come spesso accade, ha provocato lo squeeze di mercato.

Author: Finanza.com

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Politica

Il green pass è la piattaforma dell’euro digitale. Cioè della vostra schiavitù

www.renovatio21.com

di Roberto Dal Bosco

«È legittimo dunque porsi la domanda di fondo. Il green pass serve a spingere la vaccinazione di massa o il contrario?»

Un articolo di importanza capitale è apparso sul quotidiano La Verità. Il pezzo, complesso e dettagliato, si intitola «La card non è un mezzo ma lo scopo: erogherà “diritti” solo agli schedati».

Le rivelazioni dei due giornalisti Claudio Antonelli e Giulia Aranguena, che hanno indagato sull’architettura legale e informatica del green pass, confermano quanto Renovatio 21 scriveva qualche giorno fa: il green pass è il mezzo sul quale correrà l’euro digitale promesso dalla Lagarde alla BCE. Cioè, l’installazione di una società del controllo totale, dove il cittadino è sottomesso biologicamente, economicamente, elettronicamente al potere centrale.

«La creazione di questa grande piattaforma di sorveglianza del cittadino – addirittura di capillarità più profonda di quella cinese – è il vero grande compito che i padroni del vapore si sono dati in questi anni» scrivevamo. «Con l’euro digitale, come con il green pass, voi dipendete dall’Istituzione: persino per le attività più basilari, perfino per i diritti «prepolitici»: mangiare, bere, muoversi…».

Ora l’identità profonda delle due cose – green pass ed euro digitale – è dimostrata dal reportage del giornale milanese, che ha scavato a fondo in documenti.

Il green pass, essenzialmente, è una piattaforma elettronica pensata per esistere anche senza il vaccino: «Il green pass nudo e crudo è quindi un account che mira ad attestare il possesso di determinate condizioni in base alle quali un utente può dirsi abilitato e verificato rispetto a una piattaforma che eroga diritti e libertà (vedi il semaforo verde) concessi dal gestore».

«In questo caso il gestore della piattaforma è lo Stato, la piattaforma è proprietaria e a totale controllo statale, i diritti e le libertà di accesso a un determinato luogo vengono restituiti sotto forma di concessione da parte del gestore stesso».

L’Europa, ha emesso un regolamento (2021/953 del 14 giugno 2021) attraverso cui è stato creato il DGCG – Digital green certificate gateway.

Tale euro-gateway è costituito da una rete di database «in ordine all’interoperabilità dei certificati verdi e alla capacità di riconoscimento reciproco tra Stati membri, definiti come semplici punti di backend della rete».

Si tratta di una grande operazione informatico amministrativa «essenzialmente riconducibile ai tecnocrati dell’e-Health network, il gruppo di soggetti pubblici istituito dalla Direttiva 2011/24/EU» che raggruppa enti sanitari digitali di vari stati membri. I progetti, che vertevano sull’integrazione dei sistemi di identità digitale erano stati lanciati anni prima della pandemia ma sono stati implementati da una Decisione esecutiva della Commissione solo il 28 giugno 2021.

Su questa base, si è mosso con velocità e precisione impressionanti il governo dell’ex capo della BCE Mario Draghi:

«Il governo Draghi, già dallo scorso aprile con il decreto Sostegni, poi a maggio e giugno, rispettivamente con l’introduzione della governance per il PNRR ex decreto 31 maggio 2021 e con il decreto del 17 giugno 2021, ha tirato in piedi, non certo dal nulla, la ciclopica macchina della piattaforma nazionale Digital green certificate (Pn-Dgc) per l’emissione, il rilascio e la verifica dei certificati verdi».

Il tema al centro è sempre quello della comunicazione tra database.

Così, Draghi «ha reso interoperabili le banche dati dell’anagrafe nazionale vaccinale (ANV), quelle regionali e le ha collegate al sistema della tessera sanitaria gestita dal ministero dell’Economia e dell’EU-DGCG sopra menzionata, facendo diventare il tutto il gateway portante dell’intera infrastruttura digitale. Il compito della certificazione è stato affidato, per l’Italia, al Poligrafico della Zecca dello Stato».

Si tratta insomma dell’unificazione di tutte le banche dati in un unico sistema elettronico.

I due giornalisti del quotidiano milanese risalgono la morfologia, criptica, opaca, del sistema e della sua genesi.

«In pratica, il cuore stesso del green pass si basa sulla tecnologia della blockchain, destinata a conservare e aggiornare tutte le chiavi pubbliche di firma attribuite alle autorità di certificazione designate nei singoli Stati membri per convalidare i certificati verdi, prima della loro definitiva convalida, nonché tutte le aggregazioni alle chiavi private corrispondenti all’identità di ciascun holder abilitato dal possesso certificato di una delle tre condizioni di rilascio del pass (vaccinazione, tampone negativo o guarigione)».

La struttura «grazie a questa forte interoperabilità (finanche con i framework in corso di sviluppo a livello internazionale come quello dell’OMS datato agosto 2021)» si conforma quindi «come un sistema complessivamente dotato di modularità e scalabilità, costruito cioè come idoneo ad adattarsi a picchi di carico improvvisi senza diminuire il livello di servizio (…) adatto quindi anche a impieghi addizionali, usi, scenari e tipologie di certificazione diverse».

«È facile allora concludere che il GP account non è null’altro che la stessa identità digitale pubblica degli utenti, o portatori di certificazione verde, da custodire nei portafogli digitali iOS e Android istallati sui cellulari».

Quindi «tale ID account sembra proprio essere subordinato nel rilascio alla tenuta di una determinata condotta o al possesso di un determinato status da porre in essere sulla propria persona senza alcuna reale possibilità di libera scelta».

«Insomma, siamo di fronte a uno strumento di censimento anagrafico nella sua forma più evoluta. Il cittadino diventa così un Id account a cui sarà possibile collegare funzioni, servizi e diritti di varia natura».

Cioè: siamo sicuri che il vaccino sia il fine ultimo di tutta l’immensa architettura elettronica del green pass?

«Dinanzi a una siffatta potenza del lasciapassare verde e l’immensa impalcatura della blockchain si può forse dedurre che la vaccinazione non sia il suo fine ultimo o surrettizio. Ma che il green pass sia fine a sé stesso. E una volta messo a terra, non ci sarà marcia indietro».

«È chiaro che una volta ottenuta e rilasciata a tutti gli italiani l’ID digitale pubblica, per ora condizionata a condotte sanitarie, tale identità digitale possa essere in futuro non solo condizionabile, ma anche plasmabile facilmente per altre esigenze. Controlli fiscali, pagamenti, multe. Anche se la più importante si candida a essere l’applicazione dell’euro digitale, che così come previsto dalla BCE non potrebbe mai essere introdotto senza un’autostrada blockchain come quella del green pass».

In pratica, dietro al green pass vaccinale c’è lo stesso software, lo stesso sistema (informatico e legale) che può stravolgere le nostre vite: con il green pass pagherete le tasse, con il green pass salderete le multe. Anzi, non farete nulla: il danaro vi sarà direttamente prelevato senza che voi facciate nulla, perché tutto sarà gestito da un potere centrale che vuole la trasparenza totale. La trasparenza delle vostre finanze, la trasparenza del vostro stato di salute: la privacy non è più un diritto e nemmeno un valore.

L’euro digitale mira all’abolizione totale del contante. Con esso l’Europa potrebbe portarsi persino più avanti della Cina nell’evoluzione dello Stato moderno verso il totalitarismo della sorveglianza assoluta. Con l’euro digitale, ogni vostro acquisto sarà tracciato. Quanto spendete in cibo, vestiti, servizi. I prodotti stessi che consumate: la marca dei gelati, la griffe del maglione, il titolo del film, il medicinale omeopatico per l’ansia. Dove andate in vacanza, in che albergo, quale ristorante. Tutti dati che al fisco interessano – e non solo al fisco. Interessano alla Sanità, al Ministero degli Interni, a quello degli Esteri. Interessano anche a «terze parti». I dati sono il petrolio del XXI secolo si dice. Il green pass è un’automobile che vi costringono a comprare per attaccarvi al nuovo ciclo del combustibile.

Di più: ogni vostra transazione può essere impedita. Avete il diabete? Il sistema potrebbe impedirvi di comprare la Nutella. Domenica senz’auto? Vi possono impedire di acquistare la benzina. Voglia di approfondire? Certi libri no-vax non si possono comperare – su Amazon, lo sapete, è già così: tanti autori sono spariti.

Tutto può essere controllato in tempo reale da algoritmi talmente potenti da non poter nemmeno spiegare se stessi. Incrociano i dati in modi incomprensibili per la mente umana, e danno un responso che decide della vita di una persona: è quello che si vede in Cina, dove il sistema del pass è stato implementato immediatamente durante la pandemia, con le persone controllate all’uscita della metropolitana – se ti capitava il coloro rosso, dovevi ritornartene a casa e metterti in quarantena. Nessuna spiegazione. Lo Stato e il suo cervellone non ve ne devono alcuna.

Questa è la destinazione del mondo moderno: la sottomissione dell’individuo. La nuova schiavitù economica, informatica e biotica che tocca al XXI secolo.

Qualche lettore potrà dire: comodo, non avere più la roga di pagare più le multe, ora che te lo potranno prelevare direttamente. La realtà è che alla vostra comodità non pensano minimamente. L’idea è quella di abolire ogni passo intermedio, cioè lo spazio per la reazione ad una decisione calata dall’alto: non avrete il tempo di opporvi, subirete la sentenza e basta. È la disruption, la disintermediazione dello Stato di diritto. Lo stiamo già vedendo con i social media, che bannano e censurano, «depiattaformano» migliaia di persone senza nemmeno dire loro cosa hanno fatto che non va. Nessun processo, tantomeno un «giusto processo». È la nuova civiltà autoritaria che si nasconde dietro il mito della trasparenza.

E, visto che parliamo di processi, pensiamo davvero a cosa succederà al sistema legale. Sarà più facile, sarà immediato, ottenere i danari in un decreto ingiuntivo – o vederveli sottratti. Al contempo, immaginate quando un giudice potrà bloccare o cancellare tutti i vostri beni con un clic. Non avrete più di che vivere, perché non ne avrete nemmeno di nascosti sotto il materasso, perché il contante sarà illegale, e anche l’elemosina avverrà (se sarà ancora consentita) per via digitale – quindi potranno stopparvi anche quella.

Ora capiamo meglio perché hanno insistito tanto con il vaccino.

Ora capiamo meglio perché per il green pass sono andati allo scontro totale con la società e con un numero cospicuo di lavoratori – con il rischio di innescare un autunno di lotte operaie che potrebbe paralizzare l’Italia e l’Europa.

I pagamenti saranno facili e rapidissimi, spariranno i bancomat e forse anche le cassiere. Tanti ebeti (quelli che hanno votato, magari, un partito il cui guru aveva promesso in effetti tutto questo) saranno felicissimi: «io non ho niente da nascondere». Con l’ID account del green pass, avremo il conto dove metteranno gli euro digitali creati dal niente della Eurotower. Magari, per aiutarci ad iniziare a usarli, potrebbero addirittura regalarcene in quantità.

Milioni cadranno nella trappola. Qualsiasi cosa faranno, dovrà avere il marchio elettronico.

Il futuro prossimo dello Stato moderno, e delle nostre vite, passa di lì. Un sistema di sorveglianza totalista che non ha precedenti nella storia.

Un sistema che, tuttavia, ci era stato descritto da migliaia di anni.

«Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; 17 e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome» (Apocalisse 13, 16-17).

Fonte:https://www.renovatio21.com/il-green-pass-e-la-piattaforma-delleuro-digitale-cioe-della-vostra-schiavitu/

Pubblicato il 12.10.2021

Author: Come Don Chisciotte

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